Pace fiscale ultimissime: inclusi esclusi dalla rottamazione

Il decreto pace fiscale atteso per il 2018 è stato rinviato alla legge di bilancio per l’anno 2019 è permetterà ai contribuenti una nuova sanatoria per le cartelle esattoriali il cui debito non superi i centomila euro.
Ultimissime.

Il decreto riguarderà tutti i contribuenti per i quali Equitalia ha emesso cartelle esattoriali fino al 2014;

cartelle esattoriali

il debito massimo, comprensivo di sanzioni, interessi e aggio non deve superare il 100.000 euro;
si prevedono 3 aliquote con diverse percentuali applicabili in base alla capacità contributiva del debitore: minima al 6%, media al 10%, massima al 25%. Questo prevede che la sanatoria non sarà automatica ma sarà legata ad una valutazione dell’effettiva situazione economica del debitore.
Inclusi alla rottamazione.
Rientrano nella rottamazione i contribuenti che dimostrino una oggettiva difficoltà economica per cui sono impossibilitati a pagare e il cui debito non superi i 100.000 onnicomprensivi di tutto;
i contribuenti che hanno in giacenza cartelle di pagamento notificate che risultano morose, multe, sanzioni, accertamenti fiscali e liti in corso fino in Cassazione.
Esclusi dalla rottamazione.
Non possono aderire alla pace fiscale i contribuenti che hanno già usufruito della prima rottamazione riguardanti le cartelle che vanno dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2016;
I contribuenti che hanno aderito alla rottamazione bis che va dal 1° gennaio 2017 al 30 settembre 2017.Da sottolineare che dalle varie dichiarazioni di esponenti del governo, e in particolare del sottosegretario al MEF Bitonci, i contribuenti che risultano morosi delle rate delle rottamazioni precedenti non potranno comunque usufruire del decreto pace fiscale per sanare le loro situazioni con il fisco. Quindi dovranno pagare il debito per intero avendo come unico vantaggio lo scorporo delle sanzioni, interessi e aggio. Certamente questo provocherà non poche critiche.